SUPPLY CHAIN FINANCE E CREDITO DI FILIERA. PER LE PMI UN “OCEANO BLU” DI LIQUIDITÀ DA LIBERARE!

Nella forma di intervista con me stesso…anche perché oggi, venerdì 2 agosto, a Milano Marittima c’è l’ennesimo nubifragio…

 

Cosa si intende per supply chain finance?

L’insieme di soluzioni che consentono ad un’impresa di finanziare il proprio capitale circolante: crediti verso clienti, scorte di magazzino e debiti verso fornitori.

 

Numericamente, come si esprime questo concetto?

Cash Conversion Cycle (“CCC”):

CCC = DSO + DIO − DPO

dove

  • DSO = Days sales outstanding (giorni medi incasso clienti)
  • DIO = Days of inventory outstanding (giorni medi rotazione magazzino)
  • DPO = Days payables outstanding​ (giorni medi pagamento fornitori)

 

 

Perchè il CCC è finanziariamente importante?

Esprime il quantitativo di finanza (liquidità = soldi) necessaria a gestire il fatturato.

Facciamo un esempio:

 

 

Questa azienda necessita pertanto di oltre 4 mln/€ per sostenere finanziariamente il suo capitale circolante in funzione del fatturato generato.

Ne deriva che minori sono i giorni del CCC, minore sarà l’assorbimento finanziario, e viceversa.

Vediamo un altro esempio a parità di fatturato:

 

 

L’impatto finanziario è notevole.

A livello finanziario la gestione del CCC è quindi fondamentale.

Spesso le PMI non trattano questo argomento con un approccio scientifico, puntano solo ad ottenere finanziamenti a ML termine (supportati da ogni genere di garanzia e con costi altissimi) e non si accorgono che la soluzione ce l’hanno in casa ovvero è insita nel loro business model.

 

Ma la supply chain finance è una tematica sentita e di attualità?

 

 

 

Direi di sì…

 

Generalmente, a livello finanziario, come viene gestito il CCC?

I crediti verso clienti sono tradizionalmente la posta più semplice da gestire.

Si va dai prodotti più tradizionali di matrice bancaria quali ad esempio anticipo fatture/salvo buon fine e factor alle attuali soluzioni fintech (factor digitale).

Le scorte di magazzino posso essere gestite tramite finanziamenti a breve e medio termine (ad esempio anticipo contratti); oltre alle banche tradizionali anche alcune fintech stanno iniziando a concedere queste forme di fidi.

 

I debiti verso fornitori, quasi sempre, non sono gestiti (sotto il profilo di efficienza finanziaria).

Al limite l’azienda debitrice tratta one to one sconti commerciali in cambio di pagamenti anticipati.

Il DPO è quindi il “Santo Graal” del supply chain finance.

 

Come si aumenta il DPO?

Sicuramente non rispondendo che basta allungare i termini commerciali di pagamento…

Esistono strumenti e soluzioni finanziarie che permettono di allungare i giorni di DPO senza mettere in difficoltà i fornitori, anzi, offrendo loro un servizio: il credito di filiera attraverso il reverse factoring.

 

Cosa è il reverse factoring?

Il reverse factoring (Assifact) è lo strumento ideale per supportare i propri fornitori strategici, a beneficio dell’intera filiera: attraverso tale strumento, un’impresa solida e robusta, di dimensioni tipicamente elevate (mediamente dai 50 mln/€ di fatturato in su) e che rappresenta il “leader” della propria filiera, può facilitare l’accesso al credito da parte di fornitori selezionati che potranno cedere i crediti commerciali vantati verso di essa a condizioni agevolate, che tengono conto della minore rischiosità derivante dal riconoscimento, da parte del debitore ceduto promotore del programma di reverse factoring, dei crediti che vengono di volta in volta ceduti.

Il “Credito di Filiera”, gestito tramite lo strumento del reverse factoring, è quindi il driver strategico per allungare i giorni medi di pagamento dei fornitori (DPO), diminuire l’assorbimento del capitale circolante netto (CCC) e quindi liberare liquidità.

Grazie al fintech il Credito di Filiera diventa accessibile anche per le PMI (per avere un’indicazione possiamo ipotizzare dai 10 mln/€ di fatturato), altrimenti generalmente escluse dalla tradizionale offerta bancaria (focalizzata solo sul large corporate).

 

Come si organizza il “Credito di Filiera”?

Con particolare riferimento alle PMI, si tratta di una nuova funzione manageriale.

Infatti non basta ottenere un plafond di reverse factoring, ma occorre informare, gestire e coordinare la rete dei fornitori che andranno a beneficiare del Credito di Filiera.

Per questo motivo è consigliabile fare gestire questa attività a soggetti esterni e specializzati; se posso dare un consiglio del tutto interessato segnalo @Change Capital (Web site:  www.changecapital.it).  

 

Quali sono i benefici per il “capofiliera”?

Viene liberata liquidità!

Le soluzioni di reverse factoring presentano inoltre numerosi benefici per l’azienda “capofiliera” in quanto permettono a CFO e Direttori Finanziari di migliorare strutturalmente gli indicatori economici e di bilancio, attraverso un deciso allungamento dei termini di pagamento.

Per questo le soluzioni di reverse factoring stanno diventando sempre più popolari e sofisticate, includendo soluzioni come il confirming, pagamento automatico dei crediti dei fornitori autorizzati dalla capofila, o il maturity, pagamento a scadenza dei crediti da parte del factor, utilizzato dalle grandi aziende sia per il ciclo attivo che per quello passivo.

Facendo un esempio pratico, se tipicamente i fornitori vengono pagati a 120 giorni, con il reverse factoring:

  • il fornitore incassa subito e viene fidelizzato;
  • il capofiliera può concordare una maturity di 30 giorni con la società di factoring allungando la DPO a 150 giorni.

 

Quali sono i benefici per i fornitori?

I fornitori che accedono al Credito di Filiera tramite lo strumento del reverse factoring gestito da società fintech possono trarre un notevole valore aggiunto, in particolare:

  • accesso diretto al credito in tempi rapidi (2/3 gg) e con ridotta burocrazia/produzione documentale;
  • quantificazione puntuale del plafond disponibile;
  • assenza di garanzie accessorie (personali, consorzi di garanzia, ecc.);
  • gestione digitale della procedura;
  • miglioramento degli indici di bilancio e del rating bancario;
  • nessuna segnalazione in Centrale Rischi.

 

Quindi?

Si tratta di una soluzione win-win.

La gestione finanziaria della rete dei fornitori attraverso il Credito di Filiera mediante lo strumento del reverse factoring rappresenta un’opportunità finanziaria pazzesca per liberare riserve di liquidità; si tratta quindi di una soluzione già “in house”, purtroppo non sfruttata o gestita in modo non efficiente.

Ciò con particolare riferimento a tutte quelle medie aziende che, vuoi per mancanza di “cultura finanziaria” che di offerta di strumenti creditizi da parte delle banche tradizionali, non stanno utilizzando questa leva.

Il fintech oggi rappresenta la soluzione più efficace ed efficiente.

Per le PMI il “Credito di Filiera” è un potenziale “oceano blu” di liquidità.

 

Tornando agli esempi precedenti, quali sono i concreti benefici di una supply chain finance efficace ed efficiente?

 

 

 

Ma se sono un azienda che ha liquidità in eccesso cosa posso fare?

Esiste un’ottima soluzione fintech, il Dynamic Discounting, ma questo argomento sarà oggetto del prossimo articolo…intanto non ha ancora smesso di piovere…

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